Esenzione per il contributo covid-19 ai lavoratori dello spettacolo

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i contributi Covid-19 per il sostegno degli autori, degli artisti interpreti ed esecutori, e dei lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d’autore, previsti dal decreto “Cura Italia”, non sono soggetti a ritenute Irpef, perché non imponibili nei confronti dei percettori per effetto dell’esenzione disposta dal decreto “Ristori” (Risposta 19 gennaio 2021, n. 46)

In base alla disciplina in materia di protezione del diritto d’autore, la SIAE destina la quota pari al 10 per cento dei compensi annualmente incassati per la “riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi (cd. “copia privata”) a finanziare progetti elaborati da giovani artisti e dalle scuole.
Tuttavia, in considerazione delle ricadute economiche negative per il settore dello spettacolo a seguito dell’emergenza Covid-19, il decreto “Cura Italia” (art. 90) ha previsto che tale quota, riferita ai compensi incassati nell’anno 2019, fosse utilizzata per finanziare un contributo di sostegno in favore degli autori, degli artisti interpreti ed esecutori, e dei lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d’autore.
Con successivo decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo del 30 aprile 2020 sono stati definiti i requisiti per l’accesso al beneficio ed è stata stabilita la ripartizione delle risorse disponibili per il finanziamento dei contributi:
a) il 50 %, pari a euro 6.768.000, destinato agli autori;
b) il 45 %, pari a euro 6.091.200, destinato agli artisti interpreti ed esecutori;
c) il 5%, pari a euro 676.800, destinato ai lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d’autore in base ad un contratto di mandato con rappresentanza con gli organismi di gestione collettiva (“mandatari”).
La norma non disciplina specificamente, a differenza di altri contributi COVID, il trattamento fiscale applicabile a tale beneficio.
Tuttavia, con il decreto “Ristori” (art. 10-bis, D.L. n. 137/2020) è stata prevista la detassazione di contributi, di indennità e di ogni altra misura a favore di imprese e lavoratori autonomi, relativi all’emergenza COVID-19.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, dunque, in base alla suddetta disposizione, i contributi per il sostegno degli autori, degli artisti interpreti ed esecutori, e dei lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d’autore, erogati ai sensi del decreto “Cura Italia”, in fase di erogazione non sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di acconto Irpef e, conseguentemente, non sono imponibili nei confronti dei percettori.